Artistic depiction of Saint Peter's Basilica's papal altar and Bernini's baldachin, with a Byzantine-inspired Saint Peter icon. Saint Peter's traditional tomb lies beneath the altar.

Dov'è sepolto san Pietro? La tomba sotto la Basilica di San Pietro

Sotto l'altare di una delle chiese più importanti della cristianità si trova un'umile sepoltura antica. La storia della tomba di san Pietro unisce la tradizione apostolica, l'archeologia romana e quasi duemila anni di pellegrinaggi cristiani.

Dove si trova la tomba di san Pietro?

Secondo le informazioni ufficiali della Basilica Papale di San Pietro, la sepoltura dell'apostolo si trova sotto l'altare papale della basilica, nella Città del Vaticano, a Roma, sul luogo di un antico cimitero alle pendici meridionali del colle Vaticano. Sopra di essa sorgono l'altare, il grande baldacchino bronzeo del Bernini e la cupola di Michelangelo.

Il sito archeologico fa parte della Necropoli Vaticana, situata sotto le Grotte Vaticane. La descrizione ufficiale della basilica colloca questa necropoli a una profondità compresa tra 3 e 11 metri rispetto al pavimento della navata centrale. Le Grotte Vaticane, dove riposano molti pontefici, e l'antica necropoli sottostante non sono lo stesso luogo.

Il martirio di Pietro a Roma: tra il 64 e il 68 d.C.

La tradizione cristiana colloca costantemente il martirio di san Pietro a Roma durante la persecuzione dell'imperatore Nerone, il cui regno durò dal 54 al 68 d.C. L'elenco storico dei pontefici della Santa Sede indica il 64 oppure il 67 d.C. come termine del pontificato di Pietro; non è possibile stabilire con assoluta certezza l'anno esatto della sua morte.

In una lettera del 30 agosto 2019, papa Francesco ha ricordato la tradizione ininterrotta della Chiesa di Roma: dopo il martirio nel circo di Nerone, Pietro fu sepolto nel vicino cimitero del colle Vaticano. La prima tomba era estremamente semplice: una fossa scavata sul pendio meridionale, presso l'antico circo.

La Chiesa celebra la solennità dei santi Pietro e Paolo il 29 giugno. È la loro festa liturgica comune, non una data storicamente comprovata dell'esecuzione di Pietro.

Da un'umile tomba al «Trofeo di Gaio»

Nel II secolo i cristiani contrassegnarono il luogo della sepoltura con un piccolo monumento funerario, detto edicola. Divenne noto come il Trofeo di Gaio, dal nome di un presbitero romano la cui testimonianza sui memoriali di Pietro e Paolo è stata tramandata dallo storico Eusebio di Cesarea. Gaio collocava il memoriale di Pietro in Vaticano e quello di Paolo sulla via Ostiense.

Vicino all'edicola gli archeologi rinvennero il cosiddetto muro rosso, datato dal Vaticano a circa il 150 d.C., e una parete vicina coperta di graffiti, conosciuta come «muro G». Le iscrizioni che richiamano Cristo e Pietro testimoniano l'antica devozione cristiana in quel luogo.

È particolarmente famoso un piccolo graffito greco. Le lettere superstiti sono state interpretate sia come un riferimento equivalente a Pietro è qui, sia come un'invocazione: Pietro in pace. Il sito ufficiale della basilica presenta entrambe le letture; per correttezza storica, nessuna ricostruzione dovrebbe essere presentata come indiscutibile.

Perché Costantino costruì una basilica proprio lì?

Nel IV secolo, intorno al 320 d.C., l'imperatore Costantino avviò la costruzione di una grande basilica sopra la sepoltura venerata, durante il pontificato di papa Silvestro I. Il luogo non era il più semplice per edificare: il pendio era ripido e i monumenti funerari romani occupavano il terreno.

Secondo la ricostruzione archeologica ufficiale, il progetto richiese lo spostamento di oltre 40.000 metri cubi di terra. Invece di trasferire la chiesa in una zona più agevole, i costruttori inglobarono e ricoprirono parte dell'antica necropoli. La basilica costantiniana aveva cinque navate e 88 colonne e il suo centro sacro era allineato con l'antico memoriale.

Nel corso dei secoli, sullo stesso punto furono eretti diversi altari: quelli associati a Gregorio Magno (590-604), Callisto II (1123) e Clemente VIII (1594). La costruzione dell'attuale basilica iniziò sotto Giulio II il 18 aprile 1506 e fu completata nel 1626. La continuità del luogo è fondamentale per comprenderne la storia.

1939-1949: gli scavi sotto la basilica

Nel giugno 1939, poco dopo la sua elezione, papa Pio XII autorizzò scavi archeologici sotto la Basilica Vaticana. Tra il 1939 e il 1949, gli studiosi riportarono alla luce antiche strutture funerarie romane, il memoriale associato a Pietro, iscrizioni e il contesto materiale della sepoltura sotto l'altare papale.

Gli scavi permisero di identificare 22 edifici sepolcrali nella Necropoli Vaticana. Secondo la stima della basilica, queste strutture erano state progettate per accogliere circa mille sepolture, testimonianza di un vasto cimitero romano attorno al memoriale dell'apostolo.

23 dicembre 1950: Pio XII annuncia il ritrovamento della tomba

Nel radiomessaggio natalizio del 23 dicembre 1950, Pio XII annunciò che gli scavi avevano individuato quella che gli studiosi consideravano la tomba di san Pietro. Il pontefice fece però una distinzione essenziale: in quel momento non era possibile dimostrare con certezza che le ossa umane ritrovate presso la sepoltura appartenessero all'apostolo.

La differenza tra l'identificazione del luogo antico della sepoltura e l'attribuzione di determinati resti ossei è indispensabile per raccontare le scoperte con rigore.

1952 e 26 giugno 1968: che cosa sappiamo delle reliquie?

Come ha spiegato papa Francesco nel 2019, ulteriori indagini nel 1952 identificarono una nicchia funeraria accanto al muro rosso, sotto l'altare maggiore, con ossa e importanti graffiti. Il 26 giugno 1968, papa Paolo VI annunciò che, dopo ulteriori studi accurati, l'identificazione di quei resti come reliquie di san Pietro poteva essere considerata convincente.

Lo stesso Paolo VI riconobbe espressamente che sarebbero continuati studi e dibattiti. Perciò i documenti ufficiali del Vaticano presentano una conclusione storica e archeologica ragionata, non una prova scientifica assoluta che escluda qualsiasi possibile domanda.

Nel 2019, papa Francesco donò al patriarca ecumenico Bartolomeo di Costantinopoli un reliquiario contenente nove frammenti ossei tradizionalmente attribuiti a Pietro. Il gesto richiamava la fraternità spirituale degli apostoli Pietro e Andrea e il desiderio di unità dei cristiani.

Cronologia della tomba di san Pietro

  • 64-68 d.C. — Roma: La tradizione colloca il martirio di Pietro durante la persecuzione di Nerone; l'anno esatto è incerto.
  • Intorno al 150 — Colle Vaticano: Il muro rosso risale al II secolo, presso il primo memoriale funerario.
  • Fine II / inizio III secolo — Roma: La testimonianza di Gaio ricorda il memoriale di Pietro in Vaticano.
  • Intorno al 320 — Colle Vaticano: Costantino avvia la costruzione della prima grande basilica sopra la sepoltura.
  • 1506-1626 — Città del Vaticano: Costruzione e completamento dell'attuale Basilica di San Pietro.
  • 1939-1949 — Sotto la basilica: I grandi scavi riportano alla luce l'antica necropoli e le strutture della tomba.
  • 23 dicembre 1950 — Vaticano: Pio XII annuncia pubblicamente l'identificazione del luogo della tomba.
  • 1952 — Sotto l'altare maggiore: Ulteriori indagini individuano una nicchia funeraria e resti associati.
  • 26 giugno 1968 — Vaticano: Paolo VI annuncia la convincente identificazione delle reliquie.
  • 2019 — Vaticano e Costantinopoli: Francesco dona nove frammenti delle reliquie al patriarca Bartolomeo.

È possibile visitare il luogo oggi?

Chi visita la Basilica di San Pietro può pregare vicino all'altare papale e alla Confessione Vaticana, sopra il luogo tradizionale della sepoltura. L'accesso alla Necropoli Vaticana, il livello archeologico sotto le Grotte, richiede una visita guidata speciale e una prenotazione anticipata. Consulta le informazioni ufficiali della basilica per i visitatori per verificare le condizioni aggiornate, che possono cambiare.

Per il pellegrino cattolico, questo luogo è più di un sito archeologico. Ricorda il pescatore che Cristo chiamò a confermare i suoi fratelli nella fede, la sua testimonianza a Roma e la comunione dei credenti attraverso i secoli. Onoriamo Pietro come apostolo e martire, mentre l'adorazione spetta soltanto a Dio.

Fonti ufficiali del Vaticano

Continuiamo nella fede

Se questa storia ti invita a pregare e meditare sulla testimonianza degli apostoli, scopri i nostri rosari cattolici e crocifissi. I nostri articoli devozionali sono venduti senza benedizione; puoi chiedere a un sacerdote di benedirli. Nessun acquisto sostituisce la fede, la preghiera o i sacramenti.

San Benedetto Collections — Da cattolici, per cattolici.

Torna al blog

Lascia un commento