Halloween o Ognissanti? Perché le famiglie cattoliche dovrebbero scegliere la santità
Una riflessione sulla vigilia cristiana di Tutti i Santi, sull'Halloween contemporaneo negli Stati Uniti, sugli avvertimenti di alcuni sacerdoti e sulla nostra missione di evangelizzare.
Ogni 31 ottobre, negli Stati Uniti, le strade si riempiono di zucche illuminate, scheletri decorativi, travestimenti e bambini che bussano alle porte chiedendo dolci. Per molte famiglie è soltanto una serata di divertimento e incontro. Per altre, la presenza insistente di streghe, demoni e immagini legate alla morte suscita una domanda legittima: un cattolico può partecipare ad Halloween senza compromettere la propria fede?
Per rispondere, occorre distinguere due realtà spesso confuse: le radici cristiane del nome e la vigilia di Tutti i Santi, da una parte, e la festa popolare e commerciale di Halloween, così come viene celebrata oggi negli Stati Uniti, dall'altra. Non sono la stessa cosa, e non tutte le usanze contemporanee hanno il medesimo significato morale.
Noi di San Benedetto Collections rivolgiamo alle famiglie cattoliche un invito preciso: invece di aderire a feste incentrate su stregoneria, mostri, orrore, magia ed esaltazione delle tenebre, riscopriamo la celebrazione di Tutti i Santi. È un'occasione preziosa per trasmettere la fede ai figli e condividerla con chi ancora non conosce la bellezza della santità cristiana.
1. Che cosa significa davvero la parola Halloween?
La parola inglese Halloween deriva da All Hallows' Eve, cioè la vigilia di Tutti i Santi. Hallow è un antico termine inglese legato alla santità; eve indica la sera o il giorno precedente una festa. Il 1º novembre la Chiesa celebra la solennità di Tutti i Santi; il 2 novembre ricorda nella preghiera tutti i fedeli defunti.
La festa di Ognissanti non è nata con la moderna industria dei costumi. Fin dai primi secoli i cristiani commemoravano insieme i martiri. La celebrazione si è sviluppata nel tempo e il 1º novembre ne è divenuto la data a Roma. Il suo scopo è glorificare Dio per la santità che la sua grazia ha suscitato in innumerevoli uomini e donne. Nel 2024 il cardinale Timothy Dolan, allora arcivescovo di New York, ha ricordato pubblicamente il legame tra All Hallows' Eve e la solennità di Tutti i Santi.
La storia di alcune usanze popolari di Halloween è complessa: esse si collegano a tradizioni europee di epoche diverse, comprese usanze anteriori al cristianesimo. Sarebbe quindi inesatto affermare che la Chiesa abbia creato ogni elemento dell'Halloween moderno, così come sarebbe inesatto sostenere che la parola Halloween indichi di per sé una festa satanica. Vatican News ha spiegato le radici cattoliche del nome e il suo rapporto con Ognissanti.
2. Che cosa celebra realmente la Chiesa?
Il centro del 1º novembre non è la paura né il fascino della morte, ma la vittoria di Cristo e la speranza della vita eterna. Celebriamo i santi conosciuti e sconosciuti: persone che hanno accolto la grazia di Dio e ora vivono nella sua presenza. Non adoriamo i santi: adoriamo soltanto Dio, onoriamo l'esempio dei santi e chiediamo la loro intercessione per mezzo di Cristo.
Il Catechismo della Chiesa Cattolica, al n. 1173, insegna che, commemorando i santi, la Chiesa proclama il mistero pasquale compiuto in loro e propone ai fedeli i loro esempi. I nn. 954–956 spiegano inoltre la comunione che unisce i membri della Chiesa sulla terra a quelli del cielo.
Il 2 novembre la Chiesa prega per i defunti e li affida alla misericordia divina. Entrambe le ricorrenze ci invitano a considerare seriamente la morte, ma soprattutto a comprenderla alla luce della risurrezione di Gesù Cristo.
3. Qual è la differenza rispetto all'Halloween celebrato negli Stati Uniti?
Nella cultura statunitense Halloween è soprattutto un evento sociale e commerciale. I negozi vendono travestimenti e dolci; le case vengono decorate con ragnatele finte, fantasmi e zucche; i bambini vanno di porta in porta; gli adulti organizzano feste; alcune attrazioni mirano a suscitare paura. Queste attività non costituiscono, di per sé, una celebrazione liturgica cattolica.
Tre differenze sono particolarmente importanti:
- Lo scopo. La vigilia cristiana di Ognissanti orienta il cuore alla santità, alla vita eterna e alla comunione dei santi. L'Halloween moderno si concentra spesso sul divertimento, sui costumi e sui consumi.
- I simboli. I cristiani comprendono la morte alla luce della Croce e della Risurrezione. In molte feste contemporanee, invece, immagini spaventose diventano scherzi, spettacoli o decorazioni senza un chiaro significato religioso.
- Il modo di partecipare. Una famiglia può offrire dolci e accogliere cordialmente i vicini; un'altra può preferire una veglia di preghiera o un incontro in parrocchia. Un'usanza sociale innocente non equivale a una pratica religiosa occulta.
Non dobbiamo confondere un bambino che indossa un costume e riceve caramelle con chi invoca gli spiriti. Allo stesso tempo, non dobbiamo presumere che qualunque attività sia compatibile con la fede cristiana soltanto perché si svolge il 31 ottobre. Benché non ogni usanza americana di Halloween sia un atto di culto satanico, incoraggiamo le famiglie cattoliche a tenersi lontane dalle feste che normalizzano o celebrano l'occultismo, le immagini demoniache o la violenza. Non abbiamo bisogno di imitare una festa commerciale quando possediamo una solennità ricca di fede e di speranza.
4. Alcuni gruppi satanisti negli Stati Uniti hanno adottato Halloween?
Sì, ed è importante riconoscerlo chiaramente. Negli Stati Uniti esistono organizzazioni che si definiscono sataniste e hanno inserito il 31 ottobre nei propri calendari o nelle proprie celebrazioni. Per esempio, la Church of Satan riconosce Halloween come una data autunnale significativa, mentre The Satanic Temple include esplicitamente Halloween tra le ricorrenze che celebra. Le due organizzazioni non professano identiche credenze né adottano le stesse pratiche; alcune si definiscono non teiste, cioè non affermano di adorare un diavolo soprannaturale. Tuttavia, scelgono deliberatamente un'identità e una simbologia sataniste.
In ambito cattolico, l'Associazione Internazionale Esorcisti ha espresso preoccupazione per l'appropriazione di Halloween in ambienti occultisti e satanisti. Secondo dichiarazioni del portavoce Alberto Castaldini, riportate da ACI Prensa, il fenomeno va oltre le feste per bambini e comprende una reinterpretazione di Halloween nel neopaganesimo e nel satanismo.
Diversi sacerdoti e specialisti cattolici hanno lanciato avvertimenti che meritano attenzione:
- Padre Francesco Bamonte, esorcista ed esponente dell'Associazione Internazionale Esorcisti: in una lettera resa pubblica nel 2025 ha richiamato l'attenzione sul fascino dell'occultismo intorno a Halloween, sulla promozione commerciale di immagini macabre e sull'importanza di proporre ai giovani la bellezza di Ognissanti. La sua valutazione pastorale è particolarmente rigorosa ed esprime preoccupazione anche per la partecipazione culturale alla festa.
- Padre Sam: secondo una notizia di ACI Prensa, ha avvertito che alcuni gruppi satanisti sfruttano questa data per promuovere pratiche come la divinazione e il tentativo di evocare i defunti. Ha invitato i fedeli a rispondere con la preghiera, la Santa Messa e il Santo Rosario.
- Padre Vincent Lampert, sacerdote ed esorcista statunitense: ha avvertito che il pericolo spirituale emerge quando si glorifica il male o ci si coinvolge nella magia e nella stregoneria, distinguendo tali comportamenti dai bambini che semplicemente si travestono e ricevono dolci.
- Padre José Antonio Fortea, sacerdote e studioso di demonologia: ha osservato la crescente presenza di stregoneria e travestimenti violenti nell'Halloween moderno, mettendo però in guardia dall'etichettare automaticamente come demoniaco ogni innocente costume infantile.
Questi sono avvertimenti e valutazioni pastorali di sacerdoti e specialisti, non un decreto universale della Chiesa che dichari peccaminosa ogni attività sociale del 31 ottobre. Il riferimento dottrinale più sicuro rimane il Catechismo, che condanna espressamente le pratiche occulte.
Tali avvertimenti meritano di essere presi sul serio. Ma il fatto che un'organizzazione satanista celebri Halloween non rende automaticamente satanista una famiglia che distribuisce caramelle o permette un costume innocente. Non sarebbe neppure responsabile presentare affermazioni straordinarie su delitti o sacrifici come fatti diffusi senza prove verificabili. I cristiani devono discernere, respingere ciò che contraddice davvero la fede ed evitare di seminare paura attraverso notizie non dimostrate.
Questo discernimento è particolarmente importante per i genitori: la domanda centrale non riguarda solo quale giorno si festeggi, ma che cosa si celebra, come lo si celebra e quali valori si trasmettono.
5. Che cosa deve evitare un cattolico?
Su questo punto il Catechismo è chiaro. I nn. 2116 e 2117 rifiutano la divinazione, i tentativi di evocare i morti, il ricorso ai medium, la magia e la stregoneria. Queste pratiche contraddicono la fiducia che i cristiani devono riporre in Dio.
Di conseguenza, una famiglia cattolica deve respingere ogni pratica che comporti l'invocazione di spiriti, la consultazione dei defunti, la ricerca di poteri occulti, il ricorso alla magia o il culto del demonio. Consigliamo inoltre di evitare feste, spettacoli e travestimenti che presentano stregoneria, crudeltà, violenza o realtà demoniache come qualcosa di ammirevole o divertente. Non sono questi i valori da trasmettere ai nostri figli.
Se un'altra famiglia offre dolci o lascia che un bambino si travesta, ciò non significa, da solo, che pratichi il satanismo: non dobbiamo giudicare le persone soltanto in base a un'usanza sociale. Ma la nostra proposta alle famiglie cattoliche è chiara: anziché prendere parte a feste di Halloween incentrate sulle tenebre e sull'orrore, celebriamo Ognissanti, vestiamo i nostri figli come i loro santi preferiti, raccontiamo le loro vite e condividiamo con i vicini la gioia della fede.
6. Le famiglie cattoliche dovrebbero festeggiare Halloween?
Come cattolici, non desideriamo promuovere la “notte delle streghe” così come viene spesso presentata negli Stati Uniti, soprattutto quando esalta stregoneria, terrore, immagini demoniache o violenza. Invitiamo le famiglie ad allontanarsi da queste celebrazioni e a dedicare questi giorni a onorare tutti i santi, a conoscerne le storie e a insegnare ai figli a seguirne l'esempio di fedeltà a Gesù Cristo. Il 1º novembre celebriamo la solennità di Tutti i Santi; il 2 novembre preghiamo per i fedeli defunti.
Incoraggiamo quindi i genitori cattolici a evitare le feste di Halloween che negli Stati Uniti glorificano il terrore, la stregoneria o i demoni e a organizzare, al loro posto, una vera festa di Tutti i Santi. Non basta dire ai figli che cosa devono evitare: occorre mostrare loro qualcosa di più bello, gioioso e profondamente cristiano.
Ecco alcune proposte per la casa, la scuola e la parrocchia:
- Vestire i bambini come santi, invece che come personaggi demoniaci: san Benedetto, san Francesco d'Assisi, santa Teresa di Lisieux, san Giovanni Paolo II, santa Teresa di Calcutta, santa Faustina e tanti altri testimoni di Cristo.
- Preparare insieme ogni costume. Aiutare ogni bambino a scoprire dove è vissuto il santo scelto, come ha seguito Gesù, quali virtù ha praticato e perché la sua vita ispira la Chiesa.
- Organizzare una festa di Tutti i Santi, una piccola processione, una presentazione nella quale i bambini spieghino chi rappresentano oppure un incontro parrocchiale Holywins («la santità vince»).
- Leggere le Beatitudini (Matteo 5,1–12), parlare della chiamata universale alla santità e approfondire il significato della comunione dei santi.
- Recitare il Santo Rosario, partecipare, quando possibile, all'adorazione eucaristica oppure pregare per i defunti.
- Partecipare alla Santa Messa nella solennità, secondo gli orari della propria parrocchia.
- Preparare dolci o piccoli doni accompagnati da un'immaginetta sacra, da una breve biografia di un santo o da un invito rispettoso a conoscere la parrocchia.
Questi suggerimenti non sono nuove regole vincolanti per ogni famiglia: sono modi concreti per ricordare che i cristiani sono chiamati a testimoniare la fede anche in una cultura le cui usanze possono avere significati diversi.
7. Come evangelizzare i vicini in questi giorni?
Negli Stati Uniti il 31 ottobre offre un'occasione particolare: molte persone percorrono il quartiere e incontrano altre famiglie. I cattolici possono offrire una testimonianza visibile e accogliente della propria fede senza prendere parte a pratiche che ritengono incompatibili con il Vangelo.
Se un vicino arriva travestito a chiedere dolci, non abbiamo bisogno di deriderlo o accusarlo di essere satanista. Possiamo accoglierlo con rispetto, scambiare una parola gentile e, quando è opportuno e gradito, spiegare che la nostra famiglia celebra Tutti i Santi. L'evangelizzazione comincia dalla carità e dall'annuncio di Gesù Cristo, non dal disprezzo.
I nostri figli potrebbero dire con gioia: «Sono vestito da san Michele Arcangelo», «Io rappresento santa Teresa» oppure «Sono san Benedetto». Questa semplice presentazione può aprire una conversazione su chi siano i santi, perché i cattolici li venerino senza adorarli e come le loro vite ci insegnino a seguire Cristo. Una festa in famiglia può così diventare una piccola missione di evangelizzazione.
Evangelizzare non significa negare la dignità di chi pensa o crede diversamente. Significa rendere ragione della speranza che è in noi (cfr. 1 Pietro 3,15), condividere rispettosamente la verità e offrire la testimonianza di una vita trasformata dal Vangelo.
8. Riscopriamo ciò che conta davvero: la santità
La domanda più importante non è se un cattolico possa mettere una zucca davanti a casa. La domanda decisiva è: che cosa stiamo insegnando ai nostri figli su Dio, sul bene e sul male, sulla morte e sulla speranza?
L'Halloween commerciale termina quando si tolgono le decorazioni e si ripongono i costumi. La chiamata alla santità rimane ogni giorno. La solennità di Ognissanti ci ricorda che il destino del cristiano non sono le tenebre, ma la comunione eterna con Dio.
Noi di San Benedetto Collections crediamo che conoscere la fede ci aiuti a viverla con libertà, intelligenza e fedeltà. Non dobbiamo avere paura di una data del calendario. Dobbiamo discernere, respingere ciò che ci allontana da Cristo e donare ai nostri figli una celebrazione autenticamente cattolica: la gioia di Tutti i Santi.
Insegniamo ai nostri figli a non ammirare le tenebre, ma a riconoscere la luce di Cristo riflessa nella vita dei santi. Che il 31 ottobre prepari i nostri cuori a celebrare, il 1º novembre, la santità alla quale tutti siamo chiamati.
Fonti vaticane e della stampa cattolica
- Vatican News: The Catholic roots of Halloween, the Vigil of All Saints' Day (31 ottobre 2019, in inglese).
- Vatican News: origine e storia della festa di Tutti i Santi (in spagnolo).
- Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 1173: memoria dei santi.
- Catechismo della Chiesa Cattolica, nn. 954–956: comunione dei santi.
- Catechismo della Chiesa Cattolica, nn. 2116–2117: divinazione e magia.
- ACI Prensa: il cardinale di New York ricorda l'origine cristiana di Halloween (2024, in spagnolo).
- ACI Prensa: alternative cattoliche ad Halloween (2024, in spagnolo).
- ACI Prensa: un cattolico può travestirsi e partecipare? (2021, in spagnolo).
- ACI Prensa: sacerdote avverte dell'utilizzo di Halloween da parte di alcune sette (in spagnolo).
- EWTN News / ACI Prensa: gli avvertimenti di padre Francesco Bamonte (2025, in spagnolo).
- EWTN News / ACI Prensa: rispondono tre sacerdoti (2023, in spagnolo).